Sorrentino: le conseguenze del talento - Pianosequenza.net
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 Quentin Tarantino / 2... di Emanuele P.
 
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Ho deciso di diventare regista quando in televisione ho visto «C'era una volta il west». Guardare quel film è stato come aprire un libro sull'arte della regia.

Quentin Tarantino
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Sorrentino: le conseguenze del talento
a cura di Emanuele P. (del 02/03/2007 @ 11:58:11, in Amarcord, linkato 3945 volte)

Le conseguenze dell'amore
(Le conseguenze dell'amore)
Paolo Sorrentino, 2004 (Italia), 100'

Ricordo molto bene la prima volta che vidi il trailer de Le conseguenze dell’amore: ebbi subito la fortissima convinzione che sarebbe stato un film da vedere.
Riuscii nell’impresa solo qualche tempo dopo, e le mie impressioni furono confermate appieno.
Un piccolo, grande capolavoro.

Il ragioniere Titta Di Girolamo (il magistrale Toni Servillo) ha nel nome l’unica eccezione ad una vita apparentemente grigia e anonima.
Vive da ormai otto anni in un albergo della quanto mai neutra Svizzera: paga in anticipo la sua stanza, è estremamente abitudinario e spaventato dagli imprevisti, ma soprattutto molto riservato circa il suo passato e la sua professione.
Nasconde infatti un segreto inconfessabile, che spiega in parte la vita che è costretto a sostenere.
Gli imprevisti però, in quanto tali, sono sempre dietro l’angolo ed arrivano a colpire quando non te lo aspetti.
E l’amore è probabilmente il più sconvolgente degli imprevisti.
Il buon Titta infatti, timido e fin troppo riservato, è quasi inconsciamente innamorato della barista del suo hotel, Sofia (Olivia Magnani, della illustre parente ha solo i lineamenti del viso).
Dopo la venuta del suo fratello (Adriano Giannini, altro figlio d’arte) che vive ai suoi antipodi e che indubbiamente fa vacillare qualche convinzione del nostro ragioniere, Titta deciderà di dichiararsi, un po’ goffamente, alla sua amata, andando incontro a tutte le pesantissime conseguenze del suo amore.
Il passato infatti è ormai pronto a tornare a rivendicare attenzione …

Il regista napoletano Paolo Sorrentino (già ottimo autore dell’altro piccolo capolavoro, L’uomo in più) dirige con stile molto particolare.
Rallenta la narrazione quasi fino a fermarla, anche per sottolineare la staticità dei luoghi e della vita di Titta, e poi conferisce una sferzata evidente e potente al ritmo nel momento in cui l’amore manifesta tutte le sue conseguenze sull’esistenza dell’amabile ragioniere.
Alcune scelte nei movimenti della camera sono davvero godibili (durante la scena in cui Servillo si droga la cinepresa compie un movimento di 360° attorno all’attore, per ritornare su uno strettissimo primo piano), così come le location, perfette nell’esprimere anche i sentimenti e le emozioni.
Toni Servillo è, come detto, magistrale.
La sua naturale propensione all'essere al medesimo tempo comico e drammatico lo rende perfetto interprete di un personaggio così complesso e inusuale quale è il ragionier Di Girolamo. Ogni espressione vale più di tante parole.
Significativa anche la storia parallela dei coniugi Carlo (Raffaele Pisu) e Isabella (Angela Goodwin), nobili decaduti e proprietari ormai solo di una stanza dello stesso albergo di Titta, le cui vicende si intrecciano con quella del ragioniere.
Degna di menzione anche la soundtrack, con alcune scelte davvero straordinarie (su tutte la canzone Rossetto e cioccolata, di Ornella Vanoni, cantata nella macchina).
Da pelle d’oca poi la sequenza finale, con il richiamo all’altro sentimento che condiziona e nobilita l’animo umano forse anche più dell’amore: l’amicizia.

Come tutti i film di forte personalità, Le conseguenze dell’amore può piacere o essere detestato, ma di certo non passare inosservato.
Si può considerarlo un po’ lento, o ridondante.
O un capolavoro d’autore.
Citando Guzzanti: la seconda che hai detto.

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