Samuel L. e i suoi goliardici serpenti

Snakes on a plane (Snakes on a plane) David R. Ellis, 2006 (Usa), 100' uscita italiana: 29 Settembre 2006
Prendete il più classico dei disaster movie, con un bel viaggio in aereo disturbato da mille catastrofi. Aggiungete quindi una enorme quantità di alligatori assassini e una giusta dose di gnocca, che non guasta mai. Otterrete questo Snakes on a plane, "serpenti su un aereo" appunto - modo di dire americano per indicare qualcosa di assurdo - onesto film imperneato su un più che mai glabro Samuel L. Jackson e sui simpatici e squamosi amici dal grande sense of humor. Questi goliardici serpenti, in apertura addentano il seno nudo di una tipella che si stava trastullando nel bagno dell'aereo in compagnia del palestrato fidanzato, quindi mordono il gingillo di famiglia di un ignaro giovanotto che provava a liberare la sua vescica alla toilet, infine molestano una zitella over size mentre dorme placida durante il volo. Arrivano, strisciando, ovunque, e sbucano da ogni luogo. Uccidono ovviamente i piloti, i personaggi inutili, ma lasciano sopravvivere i più amati protagonisti. Ed è proprio il re del veivolo Samuel L. che prende in mano la situazione e porta a terra sano e salvo il testimone causa di tutto il casino, con annesso l'aereo. Una volta a terra non può mancare il tacchinaggio delle hostess un po' top model che, ovviamente, ci stanno. Poco importa che a permettere l'atterraggio sia stato un ominide che basava tutta la sua esperienza di volo su simulazioni della Play Station, o che i serpenti erano usciti dalle casse a causa di una bomba, che sarebbe stato più utile usare per disintegrare direttamente aereo e testimone, senza correre eccessivi rischi. Ma i goliardici serpenti erano la parte fondamentale della narrazione, e non potevano certo mancare. Il film finisce spesso col divenire la parodia di sé stesso, ma volontariamente e con un certo stile. Snakes on a plane, alla fine, fa ridere di pancia più che terrorizzare. Ma credo proprio fosse questo l'intento di regista e attori, e l'obbiettivo viene centrato in pieno.
La frase: "Quando è troppo, è troppo. Io sono stanco di questi fottuti serpenti su questo fottutissimo aereo. Allacciatevi le cinture, adesso aprirò qualche finestrino" (inutile dire che la versione americana rende molto di più).
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