Non si invecchia nel violento mondo dei Coen - Pianosequenza.net
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 Hitchcock... di Emanuele P.
 
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Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio.

Federico Fellini
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Non si invecchia nel violento mondo dei Coen
a cura di Emanuele P. (del 23/02/2008 @ 09:33:39, in Al Cinema, linkato 3210 volte)

Non è un paese per vecchi
(No Country for Old Men)
Ethan e Joel Coen, 2007 (Usa), 122’
uscita italiana: 22 febbraio 2008
voto su C.C.
 
È davvero difficile comprendere il motivo per cui lassù dove si puote abbiano deciso di proporre il meglio della produzione cinematografica americana dell’anno passato nel brevissimo intervallo di qualche settimana, negando ai pochi cinefili privi del dono dell’ubiquità la possibilità di godere appieno di queste meravigliose pellicole.
Unica spiegazione lontanamente ragionevole sembra la volontà di sfruttare l’onda lunga degli Oscar, proponendo tutti di fila i film che molto probabilmente riceveranno il maggior numero di statuette. Quest’assurda strategia però rischia di far passare inosservato qualche capolavoro – perché in alcuni casi di capolavori si tratta – come la nuova opera dei fratelli Coen, un magistrale western dark, film cruento, forte ma allo stesso tempo dotato di un impagabile carisma ed una notevole cifra stilistica.
 
Le vicende di Llewelyn (Josh Brolin), Chigurh (un cattivissimo Javier Bardem) e dell’attempato sceriffo Bell (Tommy Lee Jones) si intrecciano nell’America rurale degli anni ottanta.
Il primo, burbero e riflessivo reduce del ‘Nam, si imbatte nel deserto in una apparentemente incredibile fortuna: una borsa con due milioni di dollari in contanti, circondata da cadaveri di ogni razza. È ciò che resta di uno scambio tra narcotrafficanti finito male, e uno dei mandanti (il secondo protagonista, Chigurh) non ha alcuna intenzione di lasciare impunita la faccenda. Molto presto però il recupero del bottino diviene solo un pretesto per poter sfogare tutta la sua spaventosa (ma lucida) follia: si tratta infatti di una specie di serial killer, che sembra insensibile al concetto di morte e lontano da ogni criterio morale – o meglio caratterizzato da una personale e deviata etica.
In questo poco edificante scenario entra in scena l’ultimo, ma non meno importante, personaggio, quello interpretato magnificamente dal roccioso Lee Jones: un nostalgico sceriffo disgustato dalla deriva del suo paese, che in qualche modo si trova ad indagare sulle stragi che i contendenti del bottino lasciano alle loro spalle.
Ovviamente non c’è spazio per il lieto fine.
 
Ripartendo dalle loro ottime opere, Blood simple e Fargo, Joel ed Ethan Coen costruiscono un film quasi perfetto sia dal punto di vista narrativo che dal punto di vista stilistico.
La storia, tratta dal romanzo di Cormac McCarthy, è meravigliosamente cinica e violenta, i personaggi sono ben caratterizzati ed estremamente affascinanti, le location risultano visivamente appaganti e significative. La fotografia, del fidato Roger Deakins, contribuisce a conferire una cifra stilistica distintiva, che caratterizza il cinema dei fratelli Coen; così come il mai invadente contrappunto sonoro di Carter Burwell, altro collaboratore di lunga data della coppia di registi.
C’è infatti da dire che le atmosfere del romanzo di McCarthy sono ideali per lo stile dei Coen, e vengono fedelmente proposte allo spettatore; in questo contesto spicca la straordinaria interpretazione di Javier Bardem, cattivo, spietato, implacabile: ogni volta che lo vediamo apparire, con la sua singolare arma, siamo sicuri che qualcosa di poco piacevole stia per accadere. È significativo che, paradossalmente, i Coen decidano di mostrarci un anticlimax di violenza: mentre le prime sequenze sono quasi sconvolgenti, col passare dei minuti il gusto puramente estetico per le situazioni cruente è sostituito da indizi e accenni dai quali lo spettatore può comprendere ciò che di terribile è accaduto. E possiamo affermare che questa scelta si rivela assolutamente vincente.
Oltre al già citato Bardem, anche Lee Jones e Brolin regalano interpretazioni magistrali. Quest’ultimo in particolare dà volto e voce ad un personaggio estremamente affascinante, che cattura velocemente l’empatia dello spettatore e convince appieno, in tutta la sua brillante e pragmatica intelligenza.
Non manca la consueta vis comica che caratterizza tutte le opere dei Coen (vedi sotto), così come non manca neanche una sottile riflessione sui nostri tempi, su una società ed un mondo che non può più permettersi uno sceriffo che gira fieramente disarmato. Insomma, non è (più) un paese per vecchi.
 
Le frasi.
«If I don't come back, tell my momma I love her»
«But your momma's dead»
«Well, then I'll tell her myself»
 
« Look, you gotta give me this money. I got no other reason to protect you.»
« It's too late. I spent it.
About a million and a half on whores and whiskey and the rest of it I just sort of blew it here.»
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