Luci ed ombre della provincia padana
La giusta distanza (La giusta distanza)Carlo Mazzacurati, 2007 (Italia), 110’ uscita italiana: 19 ottobre 2007 ( RomaFilmFest)
C’era una volta nella provincia padovana, tra nebbie, campagne e bigottismo, una giovane ed estroversa maestra (Valentina Lodovini) desiderosa di occupare i suoi ultimi giorni italiani - sarebbe partita qualche tempo dopo per il Brasile – insegnando ai giovanissimi della bassa. Tra una lezione e l’altra la ragazza impara a conoscere tutte le stereotipate specie della “fauna” locale. C’è il commenda arricchito (Giuseppe Battiston) che allunga volentieri le mani sulle donzelle di passaggio, c’è il felliniano operatore della Telecom che passa il tempo ad ascoltare le altrui telefonate (Natalino Balasso), c’è il giovane aspirante reporter con una “erre” terribilmente arrotata alle prese con i primi passi nella sua sognata carriera (Giovanni Capovilla). E soprattutto c’è il lupo cattivo destinato, Ahmed Hefiane, un elettrauto marocchino perdutamente infatuato della bella insegnante.
C’era una volta una film ben confezionato e diretto mai sopra le righe dal padovano Mazzacurati, che sguazza meravigliosamente nelle campagne della bassa ed esagera – con buon senso – solo nei piani sequenza che aprono e chiudono il film. Assecondato da sceneggiatura e cast – presente anche un cameo per Fabrizio Bentivoglio, in versione mentore del giornalismo – Mazzacurati riesce ad allestire abilmente una storia che, seppur deliziosamente legata alla provincia padana, risulta universale per quanto riguarda la descrizione dei rapporti di paese e soprattutto dei rapporti con l’altro di cui conosciamo davvero poco o niente.
C’era una volta però una storia che si lasciava trascinare in una spirale legal-giallo dalla quale faticava a venire fuori: la svolta incentrata sul whodunit finale infatti finisce col diventare frettolosa, facilona ed un po’ fuori luogo, e fa perdere parte del significato a ciò che si era visto nella precedente ora abbondante di narrazione.
La giusta distanza resta comunque un film apprezzabile, soprattutto a confronto con i più blasonati film stranieri già presentati, sufficientemente lontano dai clichè del genere e davvero ben interpretato da un cast pieno di interessanti esordienti.
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