La razionalità non è benvenuta

Strade Perdute (Lost Highway) David Lynch, 1997 (Usa), 134'
Prima di assistere ad una qualsiasi delle opere di Lynch bisogna fare proprio il mantra "non devo sperare di ottenere delle risposte di alcun genere da questo film". Infatti tranne che in rarissime eccezioni (il solo Una storia vera probabilmente), al termine di un film del visionario cineasta americano ci si ritrova ad avere meno convinzioni e meno risposte di quante se ne avevano all'inizio della proiezione. Strade perdute è una specie di manifesto di questo suo bizzarro modo di fare cinema (insieme al successivo Mulholland Drive ed al precursore, Eraserhead). Il film si dipana senza che ci sia il minimo rispetto dei piani temporali, della caratterizzazione dei personaggi o della trama in generale. Una stessa protagonista (la bella Arquette) è allo stesso tempo rossa e bionda, ed interpreta due personaggi non si sa quanto differenti tra loro (ed anzi probabilmente la stessa persona). Lynch si affida al suo solito arsenale di artifizi scenici: primissimi piani stretti sulle labbra (quasi scimmiottando gli spaghetti western di Leone) durante intense discussioni telefoniche, continua penombra e quasi sfocatezza dell'immagine, arditi passaggi da scena a scena. La follia narrativa raggiunge il culmine in una memorabile scena: ambientazione braccio della morte di un carcere, notte, Pullman , recluso in una cella, urla di dolore richiedendo ai secondini una pillola per stare meglio. Mattina successiva: il secondino fa il solito giro per controllare che tutti gli "occupanti" siano nelle loro celle. Si avvicina a quella di Pullman e guarda sbigottito: all'interno della cella c'è un altro uomo (Balthazar Getty), che presenta le stesse ferite di Pullman ma che evidentemente non è lui.... e che quindi sarà liberato poco dopo. Dov'è andato a finire il buon Bill? Chi è quel ragazzo e per quale insensato motivo è lì? E che dire dell'assurdo nano malefico e sfigurato che appare di tanto in tanto e che sembra onnisciente? Alla fine, fingendo di estraniarsi dal resto della storia, si può ridurre la trama a questo: un uomo è tradito dalla sua donna, la uccide e poi (o prima??) uccide i suoi due amanti. Peccato che tutto il resto che c'è intorno a questo è assolutamente senza senso e senza spiegazione (su tutto scena iniziale e finale che sono temporalmente coincidenti ed hanno lo stesso protagonista, presente però in due posti diversi... ubiquità?) Ma va bene così, conosciamo Lynch e lo apprezziamo soprattutto per questo.
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