Il cinema in punta di piedi
Kontakt
(Kontakt) Sergej Stanojkovski, 2005 (Germania – Macedonia), 95’
uscita italiana: 16 Ottobre 2006 (RomaFilmFest)
Il primo impatto con la Festa del Cinema di Roma è stato decisamente positivo; dietro le strategie di comunicazione di un sindaco che certamente sa vendersi bene si svela la sostanza di un progetto che ha un suo perché. Così la politica dell’ottimismo e dei buoni sentimenti veltroniani trova la sua legittimazione in una festa che si rivela davvero popolare, e non nel senso deteriore del termine ma nella sua accezione migliore. Kontakt, ad esempio, è il tipico film che di popolare ha ben poco, soprattutto al botteghino, ma che il RomaFilmFest ha saputo valorizzare proprio agli occhi degli cittadini/spettatori, i quali peraltro hanno potuto godere di un rapporto diretto e senza filtri con il regista subito dopo la proiezione.
Girato in un anonimo paesino della Macedonia, Kontakt è una storia fuori dal tempo e dallo spazio, priva di qualsiasi riferimento all’attualità. Al centro del film vi è l’amore ed attorno a questo tema universale gravitano i due protagonisti, Yanko e Zana, uno uscito di prigione, l’altra da un manicomio. L’avanzo di galera (Nikola Kojo) ingaggiato dai genitori di Zana (Labina Mitevska) per ristrutturarle la casa dove l’hanno praticamente abbandonata, da orso burbero qual è, sembrerebbe la persona meno indicata per normalizzare lo squilibrio sociale di cui soffre la donna; eppure fra i due scatta qualcosa che finirà col legarli per sempre.
La banalità della trama si accompagna all’estrema semplicità dei dialoghi – comunque ben scritti e a tratti molto divertenti – ma è proprio l’assenza di qualunque enfasi visiva e sonora che finisce col rappresentare meglio la funzione catartica dell’amore, questa forza purificatrice che senza alcuna necessità di mettersi in mostra opera nei due personaggi un’interna e radicale trasformazione fino a salvarli.
Decisamente in controtendenza, dunque, non solo per il modo di fare cinema – lontano dagli schemi commerciali – ma soprattutto per come l’autore ha scelto di rappresentare un sentimento così inflazionatamente drammatizzato e spettacolarizzato quale l’amore, Kontakt è un film interessante, probabilmente di nicchia, e che vale la pena di essere visto.
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