
Uomini che odiano le donne
(Män Som Hatar Kvinnor)
Niels Arden Oplev, 2009 (Svezia, Danimarca), 152’
uscita italiana: 29 maggio 2009
Ci sono poche cose che giovano a un’opera più della prematura morte del tormentato autore. I romanzi non fanno eccezione e quindi dopo la scomparsa della buon’anima di Stieg Larsson, la trilogia “Millennium”, per fortuna del mondo ultimata dallo scrittore proprio qualche tempo prima di lasciarci, è ben presto divenuta cult. E ciascun romanzo è destinato ad essere trasposto su celluloide da qualche saggio svedese privo di cultura cinematografica (o di sano buon senso).
Uomini che odiano le donne è il primo di questi scritti, che vedono come protagonista un reporter d’assalto svedese, Mikael Blomkvist (nel film, Michael Nyqvist), abile a pescare nel torbido e sbugiardare con pezzi taglientissimi avidi e spietati delinquenti. Le sue avventure si incrociano con quelle di una giovane e psicolabile hacker, Lisbeth Salander (Noomi Rapace), con inevitabili risvolti pseudo-sentimentali. In questo primo capitolo i due eroi hanno a che fare con un mistero insoluto vecchio cinquant’anni che riguarda la scomparsa di una giovane esponente della ricca famiglia Vanger, oltre a confrontarsi con tutta una serie di cruenti omicidi legati da improbabili citazioni bibliche (tutte idee nuove, insomma).
Siccome per ragioni simil etiche è sempre meglio documentarsi prima di seppellire con sapienti pregiudizi qualsiasi cosa, ho avuto modo di leggere il romanzo prima di vedere la sua trasposizione – colpa del caldo estivo. La storia di Larsson è enorme, ridondante ma tutto sommato in grado di tenere alta l’attenzione del lettore; l’intera architettura narrativa è “ad orologeria”, con una incredibile quantità di personaggi, di rapporti, di situazioni che si intersecano sapientemente. Ciò che inizia come una banale e un po’ patetica ricerca figlia delle elucubrazioni di un ricco vegliardo diviene ben presto un vero e proprio giallo, con tanto di proverbiale mistero della “camera chiusa”, dalle impreviste complicazioni. Per la sceneggiatura i due autori (Nikolaj Arcel, Rasmus Heisterberg) hanno dovuto per ovvi motivi ridurre la storia alla parte meno nobile di tutta l’opera, cioè quella lontanamente d’azione/thriller. Nonostante questo si è trovato il modo per scrivere delle scene inedite, inutili, o per dilatare tempi e situazioni: andando ben oltre le due ore di proiezione, il film diviene un po’ vittima del casting insensato (fatta eccezione per l’ottimo protagonista maschile) e soprattutto della ammiccante tendenza a costruire sequenze d’effetto – invano, verrebbe da aggiungere – anche quando queste sono totalmente fuori contesto. La indubbia forza del soggetto (che può contare su un avvincente mistero all’insegna del whudunit) riesce a puntellare l’esecuzione accademica dell’ignoto regista Niels Arden Oplev e le eccessive semplificazioni della sceneggiatura che, come sempre in questi casi, sottintende una buona parte degli sviluppi “secondari” della trama, intuibili solo dai maniacali supporter del romanzo – idea forse sensata, considerato che la pellicola è destinata principalmente a loro.
Per tutti gli altri, Uomini che odiano le donne resta un mediocre giallo con un po’ d’azione e qualche sequenza abbastanza disturbante.
Da ombrellone.