
Hot Fuzz
(Hot Fuzz)
Edgar Wright, 2007 (Gran Bretagna), 121'
uscita italiana: 24 agosto 2007
voto su C.C. 
La coppia Edgar Wright (sceneggiatura e regia) – Simon Pegg (sceneggiatura e interpretazione) dalle nostre parti è praticamente sconosciuta, ma oltremanica gode di una discreta schiera di fan.
I due infatti si fecero conoscere dal pubblico britannico con l’esilarante “cult di nicchia” Shaun of the Dead, brillante parodia di tutti i film horror a tema “zombie”.
Avendoci preso gusto, Wright e Pegg sono passati ad un altro genere ultra popolare negli States, quello dei polizieschi caciaroni o più in generale dei chiassosi film d’azione che tanto vanno a genio agli americani.
Hot Fuzz non è altro che una geniale e surreale versione di una pellicola d’azione made in USA, vista con gli occhi scettici ed il proverbiale humor tutti britannici.
Il sergente in pectore Nicholas Angel (Simon Pegg) è un poliziotto modello. Accumula encomi, medaglie al valore ma anche la crescente invidia di tutti i colleghi della City, che sfigurano dinanzi alla sua impeccabile professionalità. Persino i suoi superiori non possono sopportarlo e, promovendolo, decidono di sbatterlo in un (solo all’apparenza) idilliaco paesino della campagna inglese. L’impatto è devastante per il perfezionista Angel, ma dopo i primi momenti il sergente imparerà ad apprezzare il collega cialtrone (Nick Frost) e soprattutto inizierà a scoprire quanto possa essere pericoloso vivere nel villaggio più volte premiato per essere il più tranquillo di tutta l’Inghilterra…
Edgar Wright - notato anche da Tarantino e Rodriguez che gli hanno affidato uno dei loro trailer fittizi (Don’t) all’interno di Grindhouse - dirige magistralmente il suo amico e co-sceneggiatore Pegg.
Le citazioni da film più o meno celebri del sottobosco hollywoodiano si sprecano (da Bad Boys ad Air Force One), ma lo stile è inconfondibile, frenetico e molto originale.
Wright dà il suo meglio nelle esageratissime sequenze d’azione che abbondano nell’ultima parte della pellicola, usando montaggio serrato, slow motion ed ogni altro espediente rubacchiato qua e là dal cinema che si prefigge di perculeggiare con grande efficacia.
Pegg, oltre che co-autore di una sceneggiatura davvero ottima, è il protagonista perfetto di questo film, un po’ Willis e un po’ Stiller, unisce sapientemente testardaggine un po’ ottusa ed eroismo spiccio, con un personaggio che inizia la storia come poliziotto modello e la finisce da degno erede di quel fracassone dell’ispettore Callahan.
Brillante anche l'interpretazione di Timothy Dalton, nei panni di un misterioso direttore di supermarket che sembra perennemente star nascondendo qualcosa di inquietante.
Unico appunto che si può fare alla coppia Wright-Pegg è l’aver finito col diventare compiaciutamente ridondanti nell’ultima parte del film, esasperando fin quasi al limite le volutamente eccessive sequenze tutte spari ed esplosioni. Ma anche questa scelta fa parte del magistrale progetto parodistico alla base del loro film ed è, in quanto tale, giustificabile.
Non manca una sana dose di humor, con tutta una serie di battute più o meno evidenti ed un godibile sarcasmo strisciante (l’efficacissimo sergente riesce a venire a capo dei misteri del paesino solo dopo che, per caso, dei negozianti di fatto gli rivelano tutti i particolari necessari); così come non può mancare un atteggiamento discretamente snob nei confronti di un certo cinema americano e dei suoi mal celati cliché.
A tratti esilarante e mai noioso, Hot Fuzz fa venir voglia di rivederlo anche solo per poter apprezzare meglio tutte le ammiccanti citazioni di cui è pieno o per poter riosservare le truci smorfie dell’ottimo Simon Pegg di fronte alle numerose situazioni assurde che si trova ad affrontare.
Piccolo cult, tutto da scoprire.