Focus on: Dexter - Pianosequenza.net
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 Spike Lee... di Emanuele P.
 
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Il miglior modo per imparare a fare un film è farne uno.

Stanley Kubrick
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Focus on: Dexter
a cura di Emanuele P. (del 07/02/2008 @ 09:02:45, in Cattiva Maestra Televisione, linkato 2953 volte)
«Secondo un mio personalissimo teorema, l’inizio e la fine di un film raccontano spesso molto di più riguardo la qualità e lo stile con cui è stato girato rispetto alla grande parte restante.»

Non è mai particolarmente bello autocitarsi, ma in questo caso si può fare una eccezione; sembra infatti che la veridicità dell’assioma sia confermata anche dalla visione di uno dei migliori serial tv proposti negli ultimi anni: Dexter.
È giusto per questo iniziare proprio dagli opening credits (presentati in questo modo dalla puntata successiva al pilota sino alla season finale dell’ultima serie andata in onda, la seconda) per apprezzare la qualità della tecnica con cui Dexter è realizzato. Un curatissimo gioco di montaggio e fotografia riesce infatti a rendere la normale routine della mattina (doccia-colazione-vestirsi) qualcosa di ambiguo e quasi inquietante: sembra di vedere il sangue, vero protagonista della serie, in ogni scena, sebbene le uniche vere perdite ematiche siano innocenti gocce conseguenza di una rasatura non particolarmente attenta o dell’appetito di un fastidioso mosquito.
Le immagini danzano sul puntuale tema di Daniel Licht, che accompagnerà anche lo svolgimento di numerose scene degli episodi successivi.



Come evidente, la cifra stilistica di questo serial è notevole e di certo non inferiore a quella di numerosissime – ed acclamate – produzioni hollywoodiane. Romeo Tirone, direttore della fotografia, svolge un lavoro meraviglioso: la sua Miami è luminosa ed intrigante, la luce di ogni interno è attentamente curata e verosimile. Tirone evita di sprofondare nelle consuete esasperazioni, come la fotografia dai colori sin troppo caldi di CSI Miami – giustificata però dalla dicotomia con quella freddissima della versione New York – o le illuminazioni effetto “smarmellato” che spesso capita di vedere nelle produzioni per la televisione, e dona al suo serial un’atmosfera perfetta, con colori carichi, brillanti, ma mai irreali.


Lo script, molto valido e decisamente originale, riesce a passare indenne dalla prima serie (tratta dal libro Darlky Dreaming Dexter di Jeff Lindsay) alla seconda, con sceneggiatura originale, alla cui stesura ha contribuito lo stesso Lindsay insieme all’altro autore di tutti gli episodi, James Manos Jr. (The Shield, I Soprano).
Michael C. Hall (già protagonista di Six Feet Under) dà volto e corpo al perito ematologo della scientifica di Miami Dexter Morgan, personaggio estremamente complesso e contraddittorio. Di giorno, lavora analizzando gli schemi che il sangue lascia sulle scene del crimine, contribuendo ad incastrare i colpevoli; di notte diviene egli stesso un assassino, uccidendo i delinquenti che la giustizia non è riuscita a fermare. Attenzione però, non c’è nulla da giustiziere della notte o da eroe sotto copertura nelle azioni di Dexter: la sua è una dipendenza; fisica, incontrollabile. Conseguenza di una terribile situazione cui aveva assistito da bambino, la necessità di uccidere si manifestò sempre più impetuosamente sin dalla sua prima infanzia, e fu incanalata dal padre adottivo – un poliziotto, Harry Morgan (James Remar) – nella violenza calcolata, quasi “giustificabile”, nei confronti di coloro che avevano beffato la giustizia.
Dexter applica un imprescindibile codice, che gli fu insegnato proprio dal padre adottivo, e uccide solo delinquenti di cui è sicura la colpevolezza, curando minuziosamente ogni particolare dell’agguato, assicurandosi così assoluta impunità.
Il ben assortito corollario di personaggi che lo circondano (la sboccata sorellastra Jennifer Carpenter; i colleghi David Zayas, C.S. Lee, Lauren Vélez; la fidanzata Julie Benz, «non meno disturbata di lui») e i numerosi antagonisti che si alternano durante lo sviluppo delle serie (il sergente che ha sempre sospettato, Erik King; il fratello/killer Christian Camargo; l’agente speciale incaricato di indagare sui suoi delitti, Keith Carradine; la mitomane che si invaghisce di lui, Jaime Murray) contribuiscono a uno svolgimento mai lineare ma sempre equilibrato, con il continuo susseguirsi di problemi-soluzioni-nuoviproblemi per il nostro amato Dexter. Già, amato, perché lo spettatore non fatica ad affezionarsi a questo singolare serial killer e, chiudendo un occhio sulle varie questioni più o meno morali sollevate, parteggia affinché possa farla franca sempre, aggirando tutti gli eterogenei ostacoli che si trova ad affrontare.


L’assoluta incapacità di provare emozioni e sentimenti “umani”, fa di Dexter un personaggio ambiguo, un antieroe che non agisce per un bene maggiore ma semplicemente per soddisfare i suoi innati istinti. Solo un imperativo che si fatica a definire “coscienza” gli impedisce di essere il serial killer spietato che è diventato il fratello Rudy, meno fortunato di lui nel trovare una famiglia adottiva; Dexter venera il patrigno, da sempre considerato il suo unico modello morale, modello cui rifarsi per “fingere” emozioni ed atteggiamenti che lo rendessero normale. Ed è proprio la lenta scoperta della vera natura del suo padre adottivo a sconvolgere il già fragile universo etico di Dexter, che nel proseguire delle puntate si trova solo – o meglio “mal accompagnato” dall’attraente Lila, che conosce in un centro di riabilitazione – a confrontarsi con i suoi istinti e con le sue azioni.
Chiunque ha intorno, chiunque gli è legato, lo rinnegherebbe se solo avesse la minima idea di cosa nasconde, se conoscesse l’articolato mondo di bugie e mezze verità che ha costruito e che si regge come un castello di carte.
È significativo in tal senso il burrascoso rapporto con la fidanzata Rita, e con i suoi due giovanissimi figli, nei quali Dexter ritrova parte della sua fragilità e con i quali ha probabilmente l’unico, sincero, rapporto della sua vita. Per continuare questa relazione, della cui importanza il buon Dex è sempre più consapevole, sarà costretto a complicare ulteriormente la sua esistenza, moltiplicando esponenzialmente bugie e stratagemmi. Tutto per nascondere la sua vera natura, una natura che nessuno capirebbe.
Dexter è uno di noi… nei nostri sogni più inconfessabili.


Dexter è prodotto da Showtime-CBS. Contributi tratti dagli episodi 1x01, 1x02, 1x12. Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari. Si ringrazia Itasa per i sottotitoli.

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