
An Education(An Education)Lone Scherfig, 2009 (Gran Bretagna), 100'
uscita italiana: 5 febbraio 2010
voto su
C.C.
Nick Hornby aveva un debito nei confronti del Cinema dall'epoca in cui dette in pasto ad
Hugh Grant il suo
About a boy e pare che finalmente l'ottimo autore inglese si sia deciso ad onorarlo, adattando con grande intelligenza il memoir di
Lynn Barber,
An Education. Ambientata nei primi anni sessanta, è la storia di una sedicenne (interpretata magistralmente da
Carey Mulligan) che sembra avere come unico obbiettivo nella vita la proverbiale ammissione ad Oxford fin quando non diviene vittima (più o meno consapevole) delle attenzioni di un uomo molto più anziano di lei (
Peter Sarsgaard), un terremoto che crepa il suo grigio ma sino a quel momento granitico futuro.
Nonostante il soggetto complesso (c'è forte la sensazione che, moralismo gratuito a parte, molto di ciò che vediamo sia terribilmente “sbagliato”) la regista danese
Lone Scherfig riesce a mettere in scena con grande delicatezza e sottile humor le disavventure vissute dalla capacissima Carey Mulligan; tutto il film ha infatti come fulcro la perfetta interpretazione della ventiquattrenne inglese (già nelle sale in questa stagione con
Public Enemies e
Brothers e destinata ad un più che discreto futuro nell'entourage della Hollywood pseudo-indipendente) che al tempo stesso si dimostra incredibilmente ingenua ma brillante e colta, imprigionata nella vita tutta conformismo e savoir-faire che i genitori (
Alfred Molina e
Cara Seymour) hanno costruito per lei. È perciò dirompente l'ingresso in questo mondo definito e “britannico” per definizione del playboy quarantenne, truffatore di professione, che frequenta i night club più esclusivi, accompagna la ragazza al cinema e ai concerti, le fa persino visitare l'amata Francia per la prima volta – nonostante il padre guardi con disprezzo ed addirittura terrore il
Continente.
Solo grazie all'ispirata vena di Hornby la storia riesce ad essere, nonostante tutto, divertente e “leggera” nelle giuste proporzioni, lasciando allo spettatore il compito di interpretare ciò che vede. Manca infatti quel giudizio morale che avrebbe contraddistinto un registro più serioso (ma non più efficace) così come in parte manca la tanto temuta redenzione che avrebbe privato l'intera storia di tutto il suo significato.
An Education sembra essere l'ennesima dimostrazione che una ottima sceneggiatura ed attori in parte siano più che sufficienti a supportare una regia al più accademica; purtroppo si tratta di ciò che manca nella maggior parte dei casi quando si parla dell'amato Cinema nostrano.