Pianosequenza.net
Immagine
 Pasolini... di Mario T.
 
"
Molti film sono solo fotografie di gente che parla.

Alfred Hitchcock
"
 
\\ Ingresso : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
a cura di Emanuele P. (del 26/03/2012 @ 14:55:32, in Al Cinema, linkato 1235 volte)

Posti in piedi in paradiso
(Posti in piedi in paradiso)
Carlo Verdone, 2012 (Italia), 119'
uscita italiana: 2 marzo 2012
voto su C.C.

Tre cinquantenni rovinati dai rispettivi divorzi (Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini) si trovano a vivere insieme in un appartamento fatiscente, dando vita a un continuum di gag prevedibili. Il più stagionato avrà anche modo di relazionarsi con una cardiologa emotivamente instabile (Micaela Ramazzotti) e di rivedere nella giovanissima figlia incinta sprazzi della sua gioventù bruciacchiata.

Carlo Verdone, noto per la sua ipocondria, dovrebbe iniziare a prendere in seria considerazione alcuni nuovi disturbi neurologici da aggiungere al campionario di malattie millantate: con Posti in piedi in paradiso infatti sorprende almeno una parte del pubblico (probabilmente quella ancora pensante) mettendo in scena contemporaneamente due film che non hanno nulla in comune, se non un paio di personaggi. La schizofrenica sceneggiatura propone nella prima ora di pellicola questa banalissima ambientazione stile Friends (versione andropausa) tentando in tutti i modi di ricollegarla all'attualità con il pedante riferimento ai problemi economici dei protagonisti e alla crisi che distrugge persino le famiglie – sembra mancare solo uno spunto riguardo l'articolo 18, ma Verdone e compagni evidentemente non sono stati sufficientemente lungimiranti; quindi, senza ulteriori spiegazioni sulle vicende dei tre neo-scapoli, l' “azione” si sposta sotto la Tour Eiffel (letteralmente) per raccontarci i patemi sentimentali di una diciottenne alla prese con un fidanzatino perfetto e un nascituro inatteso. L'impressione, sconcertante, è che ad un certo punto durante la stesura del soggetto sia venuto in mente agli autori che non c'era sufficiente materiale da riempire il consueto contenitore che De Laurentiis è pronto a rendere blockbuster, convincendo questi illustri professionisti della celluloide a completare il film con un episodio da soap opera “nobilitato” dalla cornice parigina. Le storie dei personaggi di Favino e Giallini, per quanto non particolarmente coinvolgenti, meritavano di certo una morte più onorevole di quella che Verdone ha riservato per loro: liquidate con estrema superficialità in epiloghi deprimenti e spietati – in uno di questi ha modo di brillare Nadir Caselli, ma non esattamente per la sua recitazione. Non sorprende che invece l'alter ego del regista di Borotalco sia l'unico al quale il futuro tornerà a sorridere, regalandogli una rinvigorita vita sessuale, la revanche sulla ex che gli aveva rovinato esistenza e carriera, oltre all'amore incondizionato della graziosa figliola esportata sulla Rive Gauche.
Magari Verdone avrà modo di restare un po' più a lungo alla corte di Sarkò. Potrebbe così evitare di rovinare in molti cuori il ricordo lasciato dal suo Cinema qualche decennio fa.
Schizofrenico.
 Permalink   Storico Storico  Stampa Stampa
 
a cura di Emanuele P. (del 11/03/2012 @ 19:29:35, in Al Cinema, linkato 1882 volte)

Young Adult
(Young Adult)
Jason Reitman, 2011 (USA), 94'
uscita italiana: 9 marzo 2012
voto su C.C.

Mavis Gary (Charlize Theron) si guadagna da vivere come ghost-writer di racconti per “young adult” (ossimoro utilizzato nel marketing anglofono per definire gli utenti finali di Twilight e prodottini simili), una pseudo-professione che la aiuta a restare intrappolata in una adolescenza ancora non completamente superata. La notizia dell'imminente termine della saga di romanzi, unita alla mail che le annuncia la nascita del primogenito di una sua vecchia fiamma (Patrick Wilson), spinge Mavis a far ritorno al paesello natio, dove la ricordano ancora come la bellissima reginetta del liceo, con l'ingenuo proposito di migliorare la sua vita “correggendo” il passato.

Dopo la parentesi troppo patinata di Up in the air, Jason Reitman torna a dirigere un film scritto dalla brillante Diablo Cody (coppia giunta alla meritata ribalta grazie al successo di Juno) e la differenza è lampante, sin dai primi minuti di proiezione. Il personaggio interpretato dalla Theron, al ritorno dopo tre anni di assenza dal grande schermo, ci viene infatti presentato con una sconcertante nitidezza grazie a poche scene, ambientate nel suo appartamento “di città”. Bastano piccoli particolari per raccontare la storia di una vita certamente meglio dei logorroici monologhi fuori campo ai quali siamo abituati da sceneggiatori mediocri; quando fanno la loro comparsa i titoli di testa, come a isolare più distintamente il prologo dal resto della vicenda, conosciamo già molto di Mavis, ragazza della provincia americana scappata verso la metropoli alla ricerca del grande sogno. Dopo le tante delusioni (ed un matrimonio fallito) la sua vita è però diventata uno squallido intervallo tra qualche storia occasionale e l'ultima puntata dei Kardashian; così un'innocua mail ricevuta dall'ex fidanzato del liceo si trasforma ai suoi occhi nell'ultimo rantolo di un amore mai sopito, convincendola ad intraprendere, alla rovescia, il viaggio della sua vita.
Con humor tagliente e idee stilistiche molto chiare (il montaggio, della fedelissima Dana E. Glauberman, merita elogi) Reitman ci rende impietosi testimoni delle vicissitudini di Mavis, una odissea condita da rimpianto e perenne insoddisfazione. Sul volto della eccezionale Charlize Theron non c'è mai traccia di un'emozione: la donna sembra anestetizzata dalla vita, pronta a negare persino l'evidenza, incapace di raccogliere i consigli che vengono dalla voce del buon senso (Patton Oswalt). Come l'eroina dei suoi romanzi per adolescenti, anche Mavis potrà raggiungere la tanto ambita maturità solo uccidendo, metaforicamente, il suo passato. Con qualche lustro di ritardo.
Implacabile.
 Permalink   Storico Storico  Stampa Stampa
 
a cura di Emanuele P. (del 05/03/2012 @ 15:17:18, in Al Cinema, linkato 1404 volte)

50 e 50
(50/50)
Jonathan Levine, 2011 (USA), 100'
uscita italiana: 2 marzo 2012
voto su C.C.

Di questi tempi è difficile entrare nel vostro multisala (brr) preferito e non imbattersi almeno una volta nel faccione assorto di Joseph Gordon-Levitt. In 50/50 interpreta un ragazzo che scopre per caso di essere affetto da un raro tumore della spina dorsale e, prevedibilmente, assiste al crollo del suo piccolo universo di relazioni sociali: la madre iperprotettiva (Anjelica Huston) vede profilarsi il più grande incubo, la fidanzata frigida (Bryce Dallas Howard) tenta di accudirlo ma poi lo tradisce con la caricatura di un artista, l'amicone Kyle (Seth Rogen), pur spinto da un affetto sincero, si comporta perennemente da misogino egoista; persino la specialista che dovrebbe confortarlo (Anna Kendrick) diventa un problema, perché fresca di college e al primo incarico serio. Ovviamente, nessuna di queste preoccupazioni può essere più grande di quella per la propria vita, appesa al sottile filo delle probabilità di sopravvivenza, stimate da un sito come 50 e 50.

Quando ci si convince che un film dovrebbe finire in un certo modo, è facile restare profondamente delusi da ogni altro sviluppo proposto dai volenterosi autori. Il regista Jonathan Levine sceglie il registro della bromedy (commedia per maschietti) per affrontare un tema sempre delicato come quello della malattia, ma non dimostra sufficiente coraggio per portare a termine il suo compito fino in fondo, tenendo fede all'interessante premessa nascosta dietro il titolo della sua opera – parrebbe, tratta da una storia vera. Durante tutto il film, l'unico indizio che il personaggio di Gordon-Levitt sia malato è il suo taglio di capelli (si rasa preventivamente, prima di iniziare la chemio, dando vita con l'amico Kyle ad una scenetta raccapricciante) o il dolorino che lo induce a smettere di avere un rapporto con una ragazza disponibilissima; nel tempo restante assistiamo solo ad apatia da cliché e comportamenti irritanti, perfetti antidoti ad empatia e compatimento. Anche il “bro” Kyle compare in scena solo quando c'è da rubare qualche risata, con gag che potrebbero forse piacere allo spettatore medio americano, tra i pochi in grado di comprendere il potere catartico insito nella vandalizzazione del quadro orrendo di una ex fidanzata (scena enfatizzata in modo inconcepibile). Più in generale, tutti i personaggi sono in qualche modo indigesti, perché caratterizzati con l'accetta, senza sfumature, e interpretati da un gruppo di professionisti un po' troppo sopra le righe – vi segnaliamo il medico che ha in cura il ragazzo, una sorta di robot privo di tatto ed umanità, incapace persino di suscitare lo sdegno che probabilmente auspicavano gli autori.
Il finale rappresenta solo la ciliegina sulla torta di un'opera largamente incompiuta: tarallucci e vino stavolta vanno di traverso più del solito, perché stonano in modo evidente con quella nota di umorismo “nero” che, unica, avrebbe potuto salvare baracca e burattini.
Incolore.
 Permalink   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1


online dal 16 ottobre 2006

Titolo
Al Cinema (196)
Amarcord (63)
Anteprime (33)
Cattiva Maestra Televisione (13)
Contenuti Speciali (43)
Frames (29)
Professione Reporter (5)
Re per una notte (63)
Sentieri Selvaggi (9)
Uno Sparo Nel Buio (4)

Post del mese:
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017

Gli interventi più cliccati


Cerca per parola chiave
 


Titolo
Logo (33)

Le fotografie più cliccate


Titolo
Blog segnalato da:












Giudice su:




Inland Empire Aggregator









Net news di Informazione Libera


Paperblog : le migliori informazioni in diretta dai blog






Creative Commons License
I testi sono pubblicati sotto una 
Licenza Creative Commons.


25/02/2017 @ 23:49:46
script eseguito in 63 ms