Si è conclusa ieri la 64esima edizione del Festival di Cannes, come previsto nessun riconoscimento di livello per i nostri Sorrentino (che si accontenta del Premio Ecumenico) e Moretti. Ecco l'elenco dei film e degli interpreti premiati:
Film in concorso:
Lungometraggi:
Palme d'Or THE TREE OF LIFE directed by Terrence MALICK
Grand Prix Ex-aequo BIR ZAMANLAR ANADOLU'DA (ONCE UPON A TIME IN ANATOLIA) directed by Nuri Bilge CEYLAN LE GAMIN AU VÉLO (THE KID WITH A BIKE) directed by Jean-Pierre et Luc DARDENNE
Award for Best Director Nicolas WINDING REFN for DRIVE
Award for Best Screenplay Joseph CEDAR for HEARAT SHULAYIM (Footnote)
Award for Best Actress Kirsten DUNST in MELANCHOLIA directed by Lars VON TRIER
Award for Best Actor Jean DUJARDIN in THE ARTIST directed by Michel HAZANAVICIUS
Jury Prize POLISSE (POLISS) directed by MAÏWENN
Cortometraggi:
Palme d'Or - Short Film CROSS (CROSS - COUNTRY) directed by Maryna VRODA
Jury Prize - Short Film BADPAKJE 46 (SWIMSUIT 46) directed by Wannes DESTOOP
Un Certain Regard:
Prize of Un Certain Regard Ex-aequo ARIRANG directed by KIM Ki-Duk HALT AUF FREIER STRECKE (STOPPED ON TRACK) directed by Andreas DRESEN
Un Certain Regard Special Jury Prize ELENA directed by Andrey ZVYAGINTSEV
Directing Prize of Un Certain Regard BÉ OMID É DIDAR directed by Mohammad RASOULOF
Cinefondation:
1st Prize Cinéfondation DER BRIEF (THE LETTER) directed by Doroteya DROUMEVA
2nd Prize - Cinéfondation DRARI directed by Kamal LAZRAQ
3rd Prize Cinéfondation YA-GAN-BI-HANG (FLY BY NIGHT) directed by SON Tae-gyum
a cura di Emanuele P. (del 14/05/2011 @ 15:42:45, in Al Cinema, linkato 597 volte)
Red
(Red) Robert Schwentke, 2010 (USA, Canada), 111' uscita italiana: 11 maggio 2011 voto su C.C.
I fascicoli personali di alcuni agenti CIA ormai in pensione sono stati bollati con l'acronimo scarlatto R.E.D. – Retired Extremely Dangerous. Gli arzilli vecchietti (Bruce Willis, Morgan Freeman, John Malkovich, Helen Mirren e l' “esterno” Brian Cox) sono infatti scomodi testimoni di un mega-complotto che coinvolge, come da tradizione, una elezione presidenziale. Prevedibilmente, non sarà facile eliminarli.
Il regista tedesco Robert Schwentke, con al suo attivo una commediola romantica ed un thriller interpretato dall'isterica Jodie Foster, prova a mettere in scena l'ennesima parodia dei film d'azione hollywoodiani, dove si accumulano più pallottole che parole. Qualche spunto è rubacchiato dal neo-pulp di Guy Ritchie, altri da Burn After Reading dei Coen ma nessuna trovata sembra davvero originale o efficace: la sceneggiatura è l'adattamento di una graphic novel (per favore, BASTA!) e manca di spunti brillanti. Schwentke e colleghi credono che basti l'esasperazione delle situazioni a rendere divertente un “omaggio” al genere, accontentandosi di snocciolare cliché ed esplosioni. Così a fare la differenza resta l'incredibile cast, pieno di mostri sacri che senza motivazioni apparenti (diverse dal bonifico) hanno accettato di prendere parte a questo progetto. Se ne apprezza molto l'autoironia, forse meno l'intento artistico. L'immagine di Helen Mirren che, con glaciale distacco, armeggia con una mitragliatrice, può valere però il prezzo di un biglietto. Ridotto.
Non lasciatevi influenzare dal titolo, perché non stiamo parlando dei soliti deficienti che propongono al mondo le loro bravate scolastiche. ZooSchool è infatti un interessante progetto per la realizzazione di un horror a sfondo sociale, nel quale la nostra scalcinata scuola pubblica diviene simbolico palcoscenico: niente liceali griffati o morbose relazioni stile Moccia, ma addirittura uno sviluppo teso tra pulp e splatter che segue l'escalation di un professore portato alla follia dal licenziamento. Anche solo la qualità della fotografia, evidente nei pochi minuti del trailer, rende l'opera di Andrea Tomaselli meritevole di qualche attenzione.