Sunshine
(Sunshine)
Danny Boyle, 2007 (Usa), 108’
uscita italiana: 20 aprile 2007
voto su
C.C. 
Di questi tempi il tema ambientale domina il dibattito internazionale: effetto serra, scioglimento dei ghiacciai, riscaldamento globale, buco dell’ozono… ma questi, per Boyle, sono problemi di breve termine: il regista di Trainspotting preferisce concentrarsi sul lungo periodo, e con Sunshine immagina l’incubo di un sole che, spegnendosi, condannerebbe l’intera umanità all’estinzione (uno scenario verosimile, ma solo fra quattro milioni di anni).
Il film ci catapulta fin dalla prima scena sull’Ikarus II, astronave dal nome di dalemiana memoria incaricata di sganciare un ordigno esplosivo per ri-alimentare l’agonizzante sole. E, fin dalla prima scena, la tensione è alle stelle, perché fra le stelle si sono perse le notizie dell’equipaggio di Ikarus I, scomparso durante l’adempimento della medesima missione. A bordo della nave, lo psicologo (Clifford Curtis) ha un bel da fare per tenere a bada le liti e i contrasti fra gli altri componenti della missione (tra cui spiccano il vice-comandante Chris Evans e il fisico interpretato da Cillian Murphy, pupillo di Boyle).
Il regista si rivela davvero abile nel costruire un’atmosfera di grande tensione psicologia, giocando misticamente con l’aspetto fascinatorio e divino che il sole ha sempre esercitato sull’uomo e sfruttando al meglio l’ambientazione claustrofobica e insieme agorafobica rappresentata da una fredda nave spaziale in un freddo sconfinato universo. Le citazioni non si contano; fra il Solaris di Tarkovskij e il 2001 – Odissea nello spazio di Kubrick, Boyle punta a quel filone fantascientifico di alto livello capace di trascendere dal semplice genere. Ma Sunshine non decolla, complice la debolezza di una sceneggiatura che, soprattutto nel finale, sciupa lo splendido lavoro di regia risolvendo la trama con una svolta da action movie che interrompe il flusso onirico del viaggio verso il sole. Resta l’ottima prova di Danny Boyle, autore versatile e polimorfo che riconferma le sue ottime capacità: un film, comunque, decisamente da vedere, per la sua atmosfera e la sua originalità.