
Snatch - Lo strappo
(Snatch)
Guy Ritchie, 2000 (Usa), 102'
Dopo Le iene e Pulp Fiction, Quentin Tarantino ha fatto diversi proseliti tra le nuove leve della regia. I più accreditati tra questi sono l’amico Rodriguez e l’inglese Guy Ritchie, più famoso per la sua relazione con Madonna che per le sue opere.
Infatti, in mezzo a film orridi ed inutili (il remake di Travolti dal destino), il buon Guy ha girato due vere perle del cinema pulp, Lock, Stock and the Two Smoking Barrells (da cui è stata tratta anche una serie tv) e Snatch.
Quest’ultimo film è l’evoluzione del primo, girato con il medesimo gruppo di attori ed impreziosito da camei straordinari.
Tutto inizia con la rapina del laboratorio di una gioielleria (esilarante la sequenza iniziale in cui i ladri, vestiti da rabbini, disquisiscono sulle origini degli errori del cattolicesimo, frutto di una errata traduzione della parola “vergine”), dove Franky Quattrodita (Benicio Del Toro, grandissimo) ruba insieme ai suoi complici un enorme diamante.
Dall’altro lato dell’oceano, Avi (Dennis Farina), malavitoso locale, sta aspettando che il buon Franky gli porti il diamante, dopo che un suo complice inglese ne abbia valutato la purezza.
Ma il ladro si chiama Quattrodita perché ha un brutto vizietto: è solito giocare, e perdere, con qualsiasi gioco d’azzardo, e quando un bizzarro armaiolo russo, Boris La Lama (Rade Serbedzija) gli chiede di puntare per lui dei soldi su un incontro di boxe clandestina truccato, lo invita, come si suol dire, “a nozze”.
Qui entrano in gioco l’efferato boss Testarossa, che gestisce gli incontri di boxe, e i due “impresari” Tommy e il Turco (Jason Statham, bravissimo quando evita di interpretare film d’azione), che gli procurano i pugili.
A poche ore dal combattimento il loro migliore assistito, un bestione, viene quasi ucciso di botte dal misterioso zingaro Mickey (Brad Pitt, esilarante) durante uno scontro amatoriale.
Sarà quest’ultimo a combattere per i due sfortunati impresari, ma senza attenersi ai dettami di Testarossa.
Nel frattempo anche Franky si complica la vita, e finisce col perdere il diamante che va in mano a tre ladruncoli di colore che gestiscono un banco pegni (i momenti in cui è protagonista questo goffo trio sono senza dubbio i più divertenti), costringendo il buon Avi a lasciare l’America per Londra (celebre la sequenza con cui Ritchie riassume il suo viaggio transatlantico in pochi secondi), dove il malavitoso si serve di un rude investigatore del posto (Vinnie Jones, tra i pupilli del regista inglese) per tentare di rientrare in possesso del prezioso ed enorme diamante.
Alla fine solo i più scaltri, ed a dirla tutta i più simpatici, riusciranno a salvare la pelle.
Con Snatch, Guy Ritchie porta a maturazione l’evoluzione del suo cinema “simil Pulp”, che ha precisi riferimenti nel già citato Tarantino e nel compatriota Boyle (Trainspotting).
Il film è verboso, fumettistico, sboccato e violento quanto basta, ha ritmo e diverse idee davvero originali, su tutte lo zingarese che parla Pitt ed i suoi compagni, purtroppo mal riportato nel doppiaggio in italiano.
I dialoghi frenetici, pieni di riferimenti ed a tratti esilaranti, sono il principale punto di forza di Snatch, così come alcune scelte stilistiche di Ritchie davvero molto felici.
La sceneggiatura è ben scritta (dallo stesso regista) e completa, ed il cast è in parte.
Il politically correct è assolutamente dimenticato, a tutto vantaggio di una narrazione frizzante ed equilibrata.
Meno “pulp” del già presentato e più recente Lucky Number Slevin, ma più orientato verso la commedia pungente ed intelligente, in Snatch ad un colpo di pistola viene preferita una battuta al vetriolo.
Tutte le diverse situazioni si intrecciano, a dar corpo ad un'unica magistrale storia raccontata con sagacia ed un certo stile.
Solo i monologhi di un Brad Pitt davvero illuminante in un improbabile dialetto degli zingari, valgono la scelta di vederlo.
E per chi non ne avesse avuto abbastanza c’è il già citato Lock, Stock and the Two Smoking Barrells (Lock and Stock in italia), versione un po’ più grezza di una formula che avrebbe trovato la sua perfetta espressione proprio in questo Snatch.
La frase: "Londra? Si a Londra .. sapete thè, nebbia, Big Ben, cibo di merda, tempo peggio, Mary Scassapalle Poppins.. Londra !!"
"Non lo accetterei neanche se fosse Mohammed Ti Spacco il Culo Bruce Lee.."
"Come disse la moglie di Matusalemme dopo una scopata: ce la fai a ripetere?"