(500) Days of Summer: amore a senso unico

(500) Giorni Insieme((500) Days of Summer)
Marc Webb, 2009 (USA), 96’ uscita italiana: 27 novembre 2009 voto su C.C. 
Un giovane architetto (Joseph Gordon-Levitt), costretto per sopravvivere ad ideare biglietti d’auguri, trascorre cinquecento giorni diviso tra felicità, tristezza, bramosia e depressione a causa delle riluttanze che l’affascinante Summer (Zooey Deschanel) mostra nel considerarlo effettivamente l’amore della sua vita. La relazione tra i due diviene frustrante: come affermato a mo’ di “disclaimer” nei minuti iniziali del film, non si tratta di una storia d’amore, ma semplicemente di un ragazzo che incontra una ragazza.
Marc Webb esporta in toto il suo bagaglio “artistico” da regista di videoclip per girare questa commedia romantica, piena di spunti interessanti ma svilita da un’eccessiva quantità di cliché sfacciatamente rubati al presunto cinema indipendente americano. Volendo dimenticare gli insulsi personaggi secondari – la bambina iper-matura e giudiziosa, onnisciente in quanto a relazioni sociali, i due “simpatici” amici piombati dritti dritti da una serie tv degli anni novanta – possiamo identificare nelle interpretazioni dell’ottimo Gordon-Levitt ( Sguardo nel vuoto) e della enigmatica/a tratti intollerabile Deschanel il principale punto di forza della pellicola di Webb, sempre pronto ad ammiccare verso lo spettatore con citazioni più o meno raffinate o con divertite licenze stilistiche – il momento musical, quello cartoon, la geniale sequenza in split-screen nella quale si confrontano realtà ed aspettative del protagonista. Lo scontro tra le speranze del povero peluche Levitt e gli impenetrabili occhi azzurri della Deschanel, che accompagnano sempre un sorriso a metà tra dolce e beffardo, occupa disordinatamente la narrazione, un continuum di situazioni dalle quali appare evidente che il martirio emotivo del nostro protagonista è per la maggior parte del tempo coscientemente auto inflitto. Alla storia manca uno sguardo più approfondito su quello che senza dubbio è il personaggio più interessante della coppia (la fuggevole Deschanel), liquidata con la superficiale etichetta di donna incapace d’amare, forse a causa di traumatiche esperienze familiari – non basta davvero il Coup de Theatre finale.
Montaggio serrato, ottimo gusto per la soundtrack (un po’ troppo ripetitiva ma orecchiabile) e la discreta distanza dalle consuete commedie romantiche fanno comunque di (500) Days of Summer un’opera più che sopportabile.
Stagionale.
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