Almodóvar: sempre lo stesso, sempre diverso - Pianosequenza.net
Immagine
 Chaplin... di Emanuele P.
 
"
Non è necessario che un regista sappia scrivere ma, se sa leggere, aiuta.

Billy Wilder
"
 
\\ Ingresso : Articolo
Almodóvar: sempre lo stesso, sempre diverso
a cura di Emanuele P. (del 13/11/2009 @ 10:53:20, in Al Cinema, linkato 991 volte)

Gli abbracci spezzati
(Los Abrazos Rotos)
Pedro Almodóvar, 2009 (Spagna), 129’
uscita italiana: 13 novembre 2009
voto su C.C.
 
L’ultimo film di Pedro Almodóvar dimostra ancora una volta come il regista spagnolo sia uno dei pochissimi cineasti europei in grado di rivaleggiare con le patinate produzioni hollywoodiane (per interpretazioni, qualità tecnica, appeal mediatico), pur senza rinunciare ad un inconfondibile e personalissimo modo d’intendere il cinema.
La narrazione salta agilmente dal 2008 al 1994, raccontandoci delle vicende di un regista di successo (Lluís Homar), divenuto cieco in seguito ad un incidente stradale, e della sua primadonna ed amante (Penelope Cruz), contesa ad un ricco e spietato imprenditore (José Luis Gómez).
 
Ovviamente, ridotta ad una breve sinossi, la storia sembrerebbe “semplice”, quasi lineare o scontata, mentre invece grazie alla cifra stilistica di Almodóvar (anche autore della sceneggiatura), raggiunge una ammirabile complessità, divenendo prima strutturato melodramma, quindi svagata commedia, infine avvincente giallo d'ispirazione hitchcockiana.
In un mondo dai colori vivacissimi, frutto del sapiente lavoro di un maestro della fotografia come Rodrigo Prieto (La 25ma Ora, Brokeback Mountain, 21 grammi, giusto per citare qualcuno dei film nobilitati dalla sua opera), vengono lentamente alla luce verità celate per anni, misteriosi personaggi difficilmente definibili; sfruttando il navigato escamotage del metacinema, Almodóvar reinterpreta con grande abilità i cliché del genere e regala allo spettatore un godibilissimo divertissement, ricco di citazioni (la più evidente Viaggio in Italia, di Rossellini), di brio, d’equilibrio, di sconfinato amore per il cinema – emblematica la sequenza finale, nella quale possiamo chiaramente identificare il protagonista con lo stesso regista iberico quando afferma che i film vanno terminati, qualsiasi sia la condizione dell'autore.
Grazie alla brillante coppia d’interpreti Homar-Cruz ogni scena diviene intensa e credibile, in particolare la Cruz (che a tratti, come spesso le accade durante gli ultimi anni, ricorda incredibilmente Anna Magnani) illumina la scena, artefice di continue e sorprendenti metamorfosi che la vedono diventare ingenua Audrey Hepburn o terribile femme fatale col solo cambiare di una parrucca. Il grande pregio di Los Abrazos Rotos diventa anche il suo unico limite: quella leggerezza e quella radiosa forza che ne caratterizzano ogni scena possono far dubitare sull’effettiva “sostanza” della storia raccontata. Ma nel momento in cui iniziano a scorrere i titoli di coda, questo sembra importare davvero poco.
Prezioso.
Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
 
Nessun commento trovato.

Anti-Spam: digita i numeri CAPTCHA
Testo (max 1000 caratteri)
Nome
e-Mail / Link


Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.


online dal 16 ottobre 2006

Cerca per parola chiave
 


Titolo
Logo (33)

Le fotografie più cliccate


Titolo
Qual è stato il film italiano del 2009?

 Gli amici del bar Margherita
 Baarìa
 Dieci Inverni
 La doppia ora
 Fortàpasc
 Il grande sogno
 La prima linea
 Terra Madre
 L'uomo nero
 Vincere





Titolo
Blog segnalato da:












Giudice su:




Inland Empire Aggregator









Net news di Informazione Libera


Paperblog : le migliori informazioni in diretta dai blog






Creative Commons License
I testi sono pubblicati sotto una 
Licenza Creative Commons.


09/09/2010 @ 17.34.49
script eseguito in 641 ms