Vampiri e primi amori nel gioiello di Alfredson - Pianosequenza.net
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 Sorrentino... di Emanuele P.
 
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Per me la violenza è un soggetto del tutto estetico. Dire che non ti piace la violenza al cinema è come dire che al cinema non ti piacciono le scene di ballo.

Quentin Tarantino
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Vampiri e primi amori nel gioiello di Alfredson
a cura di Emanuele P. (del 27/01/2009 @ 14:06:47, in Al Cinema, linkato 1074 volte)

Lasciami entrare
(Låt den rätte komma in)
Tomas Alfredson, 2008 (Svezia), 114’
uscita italiana: 9 gennaio 2009
voto su C.C.
 
Un film incantevole.
Oskar (Kåre Hedebrant) dodicenne svedese vessato da compagni prepotenti e condizionato da una situazione familiare un po’ complicata, inizia a mostrare i primi segni di una preoccupante voglia di rivincita. Accumula ritagli di cronaca nera, si appassiona alle armi da taglio, e nel frattempo continua a subire, senza alcuna reazione, gli atti di bullismo dei compagni di classe.
La conoscenza della sua nuova e stranissima vicina di casa, Eli (Lina Leandersson), lo aiuterà a vincere paure e inquietudini pre-adolescenziali.
 
Tomas Alfredson riesce ad infrangere, tutti insieme, buona parte dei cliché che accompagnano ormai sempre più spesso horror e film interpretati da teen ager. La sua storia è infatti molto più vicina a Paranoid Park piuttosto che a Twilight o simili, nonostante abbia avuto la coraggiosa idea di affiancare i primi problemi di un giovane adolescente con vampiri e situazioni da fiaba dark.
Partendo dal romanzo di John Ajvide Lindqvist (da lui stesso adattato per la scenaggiatura), Alfredson costruisce nella fredda ed apatica periferia svedese un perfetto palcoscenico naturale per le avventure dei suoi piccoli eroi; il sangue, che caratterizza garbatamente alcune scene chiave, contrasta con la onnipresente neve che copre ogni luogo.
Quasi tutta la violenza è fuori campo, solo suggerita, e le poche sequenze di genere sono girate con tale gusto estetico dall’apparire quasi poetiche – o comunque memorabili, vedi le disavventure del custode che accudisce il “piccolo” vampiro.
La sorprendente espressività dei giovani protagonisti (in particolare Hedebrant, bravissimo) contribuisce, insieme al puntuale contrappunto musicale di Johan Söderqvist, a conferire notevole vigore ad ogni situazione, senza mai scadere nello splatter o nel melodramma adolescenziale. In generale Alfredson può contare su una realizzazione tecnica inappuntabile oltre che su un DNA cinematografico che ha le sue radici nei capolavori scandinavi ed europei; il risultato è un film raffinato, difficile da intrappolare in un singolo genere, che unisce sapientemente delle interessanti e universali riflessioni sull’adolescenza con piccole perle per gli appassionati del tema vampiri.
Insomma, Lasciami entrare (o meglio, “lascia entrare quello giusto” come vorrebbe una più saggia traduzione del titolo originale, che fa riferimento ad alcune credenze transilvane) è un piccolo capolavoro assolutamente da non perdere.
Poetico.
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# 1
Un film che non ha il mero compito di spaventare ma ha qualcosa da dire, un film che analizza la violenza insita negli esseri umani ma che, al contempo, risulta una esaltazione del romanticismo.
Certamente un film cupo ma, nello stesso tempo, lirico toccante e malinconico che definire “horror” è probabilmente sbagliato (sensazionalismo ed effetti di cattivo gusto accuratamente evitati). Un riuscitissimo mix di sangue e amore, di dolcezza e ferocia che trasmette inquietudine e claustrofobia ma anche tenerezza.
Un film sul disagio adolescenziale non certo facile ma che è consigliabile per chi dal grande schermo pretende profondità e spunti di riflessione.
a cura di  cinemaleo  (inviato il 18/04/2009 @ 18:45:41)
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