
Il cavaliere oscuro
(The Dark Knight)
Christopher Nolan, 2008 (Usa), 152’
uscita italiana: 23 luglio 2008
Se c’è un “genere” che detesto più dei peplum (o di ogni altro film interpretato da ignari personaggi che indossano costumi desueti), è sicuramente il filone dei supereroi in calzamaglia, o più in generale tutte le inutili riproduzioni su celluloide di novel celeberrime. A maggior ragione se si parla di Batman, che per i cinefili si scrive (e legge) Tim Burton.
Era poi dai tempi di
Memento che si attendeva un ritorno in grande stile per quel talentuoso regista che risponde al nome di
Christopher Nolan, scivolato con gli anni sempre più in produzioni discutibili e dannose – non fa eccezione il precedente
Batman Begins.
Mio malgrado, la profezia si avvera nel secondo capitolo da lui diretto dedicato all’uomo pipistrello, coraggioso quasi fino all’oltraggio sin dalla scelta del titolo, che campeggia sulle locandine fieramente privo del “Batman” d’ordinanza.
Il principale fiore all’occhiello dell’opera è certamente uno script brillante, frutto del lavoro dell’immancabile Jonathan Nolan (co-sceneggiatore col fratello regista) oltre che di David S. Goyer, autore del soggetto; dimenticate quasi completamente le “avventure” precedenti – Maggie Gyllenhaal sostituisce Katie Holmes –, si lascia che la scena sia dominata dai pretenziosi ma sopportabili problemi moral-etici dei protagonisti, saggiamente intervallati da un continuum di straordinari effetti speciali, ben mixati dal magistrale montaggio di Lee Smith.
Nonostante lo sciagurato doppiaggio italiano (il buon Santamaria si dedichi di più a Rino Gaetano e meno a mr. Wayne), le illuminanti prove attoriali di Eckhart, Bale e Ledger, autore di una interpretazione postuma con un che di agghiacciante, sono l’altro grande punto di forza de Il cavaliere oscuro; le due ore e mezza di proiezione sono dominate da scontri, duetti, confronti oltre a continui e cervellotici colpi di scena.
Nolan riesce a mantenere su livelli altissimi l’adrenalina durante tutta la narrazione, lasciando che le immagini, più che la musica o le parole, possano prendere il sopravvento. Volendosi smarcare quasi completamente dal suo illustre predecessore Burton, il regista di Memento sceglie la via dell’iperrealismo: non c’è niente di grottesco o eccessivamente stilizzato, dallo skyline di Gotham al tripudio di hitech che caratterizza l’equipaggiamento dell’uomo pipistrello. Il Joker risulta ancora più sconvolgente proprio grazie ad un trucco che lo rende sciatto, trasandato, reale – al contrario del teatrale personaggio di Nicholson –, così come tutte le sequenze con climax d’azione, realizzate avvalendosi di effetti speciali al limite del fotorealismo.
Il cast “di supporto” è di gran lusso, con i soliti Freeman e Caine ancora al meglio in ruolo di fidati e saggi consiglieri dell’eroe, travolto da amletici dubbi e precarie certezze sul suo ruolo e sulla sua etica. Wayne sceglie di essere Batman non in virtù di superpoteri arrivati dal nulla, ma sacrifica la sua vita da giovane e “normale” milionario per salvare la città che ama e onorare la memoria dei genitori, filantropi morti in una banale rapina – il Joker c’entrerebbe qualcosa, ma Nolan sceglie saggiamente di lasciare caotiche e “nebulose” le origini, prendendo ad emblema la leggenda della sua ferita, aperta in un “sorriso”, una storia diversa ogni volta che la racconta.
Tutte le elucubrazioni simil filosofiche che vengono proposte durante il film, gli interrogativi sul ruolo dell’eroe in quanto emblema di un ideale o semplice strumento a cui non si può rinunciare, sono frutto di un attento lavoro sulla psicologia dei personaggi, figure speculari che quasi si completano a vicenda.
Più banalmente, tralasciato ogni cervellotico ragionamento, ci si può “limitare” a godersi oltre due ore di puro, totale, spettacolo: il cinema è anche (e soprattutto?) questo.
Rinato.
Davvero un bellissimo film, se ti può interessare ne ho parlato anche io (qui l'articolo). Penso che sia uno dei migliori film che abbi mai visto, tra le cose che ho apprezzato di più non c'è solo lo scontro tra Batman e il Joker, ma la nuova concezione dell'eroe, che in questo caso non ha la vittoria, o meglio la ottiene solo perché all'ultimo momento cambia le regole del gioco. Insomma Batman non è l'eroe che tutti potrebbero pensare, ma è quello che viene sconfitto ma si sacrifica per la sua città, facendo trionfare i valori in cui crede.
Ho anche visto poco tempo anche Batman Begins (qui l'articolo) e ammetto che anche quello mi ha davvero colpito. A suo tempo non ero andato al cinema a vederlo, preso dalla delusione degli ultimi film di Batman ma Nolan ha saputo creare uno stile nuovo che ha dato nuova linfa a questo genere!