Il manifesto del noir, secondo Cronenberg - Pianosequenza.net
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Il manifesto del noir, secondo Cronenberg
a cura di Emanuele P. (del 15/12/2007 @ 00:43:24, in Al Cinema, linkato 1298 volte)

La promessa dell’assassino
(Eastern Promises)
David Cronenberg, 2007 (Gran Bretagna, Canada), 100’
uscita italiana: 14 dicembre 2007
voto su C.C.

Dopo l’ottimo A History of Violence, David Cronenberg torna a raccontarci una storia di ordinaria violenza e di interrogativi morali irrisolti avvalendosi del fidato (e capacissimo) Viggo Mortensen, ormai riuscito a “sdoganarsi” definitivamente dal suo alter ego tolkeniano che rischiava di segnare tutta la sua carriera – esempi illustri di attori imprigionati in ruoli di grande successo non mancano, vedi Perkins e il suo Norman Bates di Psycho.
Eastern Promises è infatti un noir davvero ben confezionato, ottimo esempio di cinema di genere cui non manca la firma di un grande autore.

Anna (Naomi Watts), ostetrica londinese dalle origini russe con problematica gravidanza alle spalle, vede morire davanti ai suoi occhi una giovanissima ragazza (Sarah-Jeanne Labrosse) mentre dà alla luce la sua bambina. Unico indizio per poter risalire ai parenti cui affidare la neonata è il diario della ragazza, scritto in russo e tradotto con riluttanza dallo zio di Anna (Jerzy Skolimowski), anziano alcolizzato che millanta un passato nel KGB.
Le tracce portano la donna ad incontrare un potente capomafia russo (Armin Mueller-Stahl), il figlio ubriacone e debosciato (Vincent Cassell) e l’autista-tuttofare Nikolai (Viggo Mortensen), con il quale Anna inizierà una singolare relazione. La tragedia della giovane ragazza morta è infatti strettamente legata a questa “famiglia”, una terribile storia di sfruttamento e schiavitù che convince la caparbia infermiera ad affrontare apertamente i pericolosi rivali.
Ma nel mondo della mafia Vory v zakone – letteralmente: ladri nella legge – i confini tra lealtà e tradimento, verità e menzogna, sono così vicini da divenire indistinguibili. E i colpi di scena sono dietro l’angolo.

La regia di Cronenberg è perfetta: supportato dal validissimo script di Steven Knight (Piccoli affari sporchi) e dalle interpretazioni di un cast di prim’ordine, il cineasta canadese riesce a valorizzare al massimo ogni scena, anche la più violenta, rendendola stilisticamente notevole – su tutte si fa notare la fantastica sequenza di quasi cinque minuti in cui Mortensen lotta disarmato e nudo contro due energumeni all’interno di una sauna. Sono proprio la ostentata fisicità dei protagonisti, gli evocativi tatuaggi che vengono mostrati appena possibile, a dominare una narrazione ben equilibrata che non propone un continuum di scene d’azione e ammazzamenti, ma centellina magistralmente le esplosioni di violenza, anche per questo ancora più efficaci. I segni che un tempo erano stati la deformazione fisica (Rabid, Brood, Videodrome, La mosca) diventano quindi disegni che “marchiano” i protagonisti, tatuaggi nei quali è possibile “leggere” una storia drammatica, fatta di crimini e delinquenza, che viene però fieramente mostrata – significativo che un importante incontro si svolga, proprio per questo motivo, in una sauna.

Cronenberg riesce a definire un nuovo manifesto per il genere noir, con un’opera praticamente esente da imperfezioni, stilisticamente compatta e visivamente appagante – merita una menzione anche l’ottima fotografia di Peter Suschitzky.
Sicuramente tra i migliori film dell’anno.

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# 1
trovare un difetto a questo film è decisamente difficile
a cura di  honeyboy  (inviato il 15/12/2007 @ 11:11:41)
# 2
... sono sempre piu curioso ... e purtroppo non credo di poter andare prima di 15 giorni ... sigh !
mi viene da piangere !
a cura di  PaoloR.  (inviato il 15/12/2007 @ 13:58:55)
# 3
Concordo, soprattutto con quanto scrivi nel finale. La riuscita rivisitazione del genere, l'ossessione per il dettaglio, la magistrale prova di Viggo Mortensen e l'ottimo Cassell, non mi fanno pentire di definire Eastern Promises un nuovo capolavoro Cronenberghiano!
a cura di  Iggy  (inviato il 17/12/2007 @ 00:40:43)
# 4
la mia è una segnalazione. spero non molesta. magari tra gli utenti del blog c'è qualcuno a cui interessa l'adattamento cinematografico. il gennaio prossimo (22, 23 e 24) si terrà a roma un work shop tenuto da stephen cleary, vero e proprio guru inglese della materia. ci sarà anche mario martone. organizzano vivalibri centro studi e storyfinders. per saperne di più potete fare un salto sul sito www.vivalibricentrostudi.it
thanks

a cura di  gio  (inviato il 18/12/2007 @ 15:25:10)
# 5
secondo me lo script non era così eccezionale e ciò va avvantaggio della grandissima regi di Cronenberg, davvero a livelli altissimi. Si sfiora il capolavoro.
Sono d'accordo su ciò che scrivi di Mortensen: Aragorn poteva bruciarlo, e invece ha dimostrato e sta dimostrando che ha la stoffa del vero istrione di classe.
a cura di  Noodles  (inviato il 18/12/2007 @ 22:11:37)
# 6
Il finale è decisamente deludente...perfetto fino a 3/4, si sciupa con un finale banale e "facile"...sarebbe stato un quasi-capolavoro...
a cura di  Leonardot  (inviato il 07/01/2008 @ 18:56:13)
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