Ocean's 13: Soderbergh ritorna alle origini

Ocean's 13 (Ocean's Thirteen) Steven Soderbergh, 2007 (Usa), 122' uscita italiana: 8 giugno 2007 voto su C.C. 
Non c’è due senza tre: la banda bassotti degli anni duemila ritorna all’opera, capeggiata al solito dall’ottimo Danny Ocean, e con il consueto uomo in più (prima undici, poi dodici, ora tredici). Il terzo capitolo della “saga” ritorna saggiamente al passato, mettendo in cantina la insipida Europa e gli inutili personaggi e stuccose storie pseudo amorose annesse (vedi Zeta-Jones) del “twelve”, e rispolverando la amata Las Vegas, gli imponenti casinò e i proprietari sboroni ma prontamente puniti.
A sostituire il guastafeste Terry Benedict (Andy Garcia) - che in un certo senso è divenuto uno degli Ocean’s, troviamo lo squalo Banks (Al Pacino) che truffa il beniamino di casa, quello zio Reuben (Elliott Gould) che aveva tirato su dalla strada sia Danny (Clooney) che Rusty (Pitt), riducendolo per il dolore in fin di vita. La vendetta sarà inesorabile ed, al solito, godibilmente coreografica.
Soderbergh sguazza nelle storie degli Ocean’s con abilità indiscutibile. Ha stile (split screen, montaggio serrato, movimenti di camera) e gusto assolutamente perfetti per raccontare queste storie ben condite di colpi di scena (e relativi mini-flashback), di azione, di sketch. Ognuno dà il meglio, persino il nostro odiato Damon (a cui viene affidato un ridicolo naso finto che l’attore stesso ancora non sa spiegare): la combriccola di Clooney si diverte e fa divertire, e non fatica a trovare un posto da cattivone di turno al navigato Al Pacino, ed alla intrigante Barkin (chi se li dimentica quei due, ai tempi di Sea of Love). L’ormai comasco George, insieme a Pitt, si esibisce in alcuni siparietti deliziosi (su tutti la commozione contagiosa e mal celata davanti all’ Oprah Winfrey Show, e la sequenza all’interno del negozio di vestiti in cui i due sono “camuffati” con enormi impermeabili colorati), e si rivela sempre di più un attore naturalmente comico e particolarmente brillante.
Ocean’s Thirteen è un deciso “ritorno alle origini”, che fa dimenticare lo scialbo “dodici”, ed evita l’ozioso finale pendente (e Julia Roberts) dell’ “undici”; è un film completo, divertente, con la giusta dose di azione e colpi di scena. Dura poco più di due ore, ma il tempo passa e lo spettatore manco se ne accorge. Cosa volete di più da un blockbuster ?
a me non è piaciuto nemmeno facendolo rientrare nella sua dimensione di blockbuster
a cura di
dome
(inviato il 28/06/2007 @ 13:54:43)
Damon già è imbarazzante di suo, figuriamoci col nasone...
a cura di
Noodles
(inviato il 05/07/2007 @ 16:33:52)
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